Dopo otto anni ecco i nuovi Lea: sulla carta tutto bene, ma le risorse basteranno?
Il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri 370 prevede modifiche ed integrazioni alla disciplina di individuazione dei livelli essenziali di assistenza, che definiscono le prestazioni sanitarie e socio sanitarie garantite dal servizio sanitario nazionale. Il decreto è composto da 8 articoli: più screening, esenzioni e ausili. Ma con soli 149,5 milioni di euro e senza un piano per il personale, il rischio è che il diritto alla salute resti sulla carta, aggravando le disparità tra le Regioni

La settimana parlamentare è dedicata alla sanità: vi segnalo l'atto n.370, il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) riguardante modifiche e integrazioni al decreto del 12 gennaio 2017 in materia di livelli essenziali di assistenza (Lea) in ambito sanitario. Il Dpcm prevede modifiche ed integrazioni alla disciplina di individuazione dei Lea che definiscono le prestazioni sanitarie e socio sanitarie garantite dal Servizio sanitario nazionale (Ssn) a titolo gratuito o con partecipazione alla spesa.
Già la Conferenza permanente per i rapporti Stato-Regioni il 23 ottobre 2025 ha dato parere favorevole, manca quello delle Commissioni parlamentari competenti di Camera e Senato dopo il quale seguirà un Dpcm da emanare entro trenta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Nella settimana sono previste le audizioni di Cittadinanza Attiva, Fish e l'Osservatorio Malattie Rare. Il decreto è composto da 8 articoli particolarmente tecnici e complessi, accompagnati da tabelle e schemi. Vi propongo una breve sintesi, certamente parziale e incompleta.
L'articolo 2 inserisce nell'ambito delle prestazioni sanitarie garantite dal sistema sanitario nazionale nell'area della prevenzione collettiva e della sanità pubblica il programma di screening di sorveglianza del rischio eredo familiare per tumore al seno o alle ovaie, nonché il programma di screening neonatale esteso ad alcune patologie oggi non inserite nei Lea. L'articolo 3 introduce aggiornamenti nell'ambito dell'assistenza specialistica ambulatoriale (come la prima visita endocrinologica) e la ridefinizione dell'elenco relativo per le quali è contemplata l'esenzione per le prestazione di genetica molecolare.
