Schillaci su riforma Ssn: “Nessuna chiusura di ospedali. Stop ai viaggi della speranza”. E su liste d’attesa avvisa Regioni: “Basta truccare i dati”

Il ministro della Salute ribadisce che la riforma non chiuderà i piccoli ospedali ma rafforzerà eccellenza, emergenza-urgenza e integrazione col territorio. Sulle liste d'attesa denuncia manipolazioni dei dati da parte di alcune Regioni e annuncia controlli mirati grazie alla piattaforma nazionale.
Il ministro della Salute Orazio Schillaci in un'intervista sul Corriere della Sera affronta i nodi più critici del Servizio sanitario nazionale: riorganizzazione della rete ospedaliera, mobilità sanitaria e gestione delle liste d'attesa. Un intervento che arriva all'indomani dell'approvazione della legge delega per la riforma degli ospedali, provvedimento che ha sollevato timori tra i cittadini sulla possibile chiusura dei presidi più piccoli.
Schillaci respinge nettamente queste preoccupazioni: "Non è così. Anzi, il contrario. La legge delega aggiorna la classificazione degli ospedali, prevedendo anche strutture di eccellenza per garantire a tutti qualità e sicurezza dell'assistenza. Una delle principali finalità della riforma è proprio quella di evitare il fenomeno della mobilità sanitaria, i cosiddetti viaggi della speranza. Troppo spesso i pazienti del Sud vanno al Nord per patologie che richiedono cure di alta complessità e anche interventi ormai di routine per i quali non c'è bisogno di spostarsi da casa".
Una riforma ampia che punta a eccellenza e integrazione con il territorio
Il ministro descrive la filosofia del nuovo impianto normativo come un intervento di ampio respiro: "È un provvedimento ampio, vengono riviste norme vecchie di 10 anni. In sintesi, parlerei di più strutture di eccellenza su tutto il territorio nazionale e potenziamento della rete di emergenza-urgenza, i pronto soccorso. Inoltre è prevista la maggiore integrazione tra ospedale e servizi sul territorio, con attenzione particolare alla non autosufficienza e alla accelerazione di cure domiciliari. Con la riforma vogliamo ammodernare un sistema sanitario che va reso più celere ed efficiente nel dare risposta ai nuovi bisogni di salute".
